Edizioni BD: Sangue nel Mare, intervista a Elisa Meneghel

Pubblicato il 2020-11-03

Sangue nel mare di Elisa Meneghel, opera vincitrice del Lucca Project Contest 2019, racconta un mondo oscuro e distopico, un mondo in cui la maggior parte della superficie - un tempo abitata - è ora sommersa dalle acque; qui Teb provvede a se stessa e al fratello San, recuperando oggetti dalle città inabissate. La loro vita viene improvvisamente sconvolta dalla scomparsa di San: Teb inizia così a investigare, scoprendo che quella del fratello è solo l'ultima di una serie di misteriose sparizioni. 

Costretta così ad avventurarsi in acque inesplorate, la protagonista si troverà a confrontare una realtà distorta, che capovolgerà ogni sua convinzione. 

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«Quando Elisa Meneghel mi ha mostrato la prima stesura di Sangue Nel Mare» scrive Giovanni Marinovich, art director di Edizioni BD e membro della giuria del Lucca Project Contest, «mi hanno colpito due cose; primo: la storia prendeva in pieno un target di cui si parla tanto ma di difficile inquadramento... è a tutti gli effetti young adult, ha quella stratificazione nell’intreccio, eppure sovverte senza paura le regole del gioco a ogni scena. Secondo: questo piglio originale è innegabile anche nel segno, nella freschezza geometrica delle volumetrie e negli stacchi tra i piani dati con un uso deciso e sicuro dei due strumenti irrinunciabili di chi fa il suo mestiere: il bianco e il nero. Elisa ha portato in giuria al LPC il libro praticamente completo. Questa ragazza era più che brava, era brava ed era pronta.» 

L’opera è interamente scritta e disegnata dalla giovane Elisa Meneghel, classe 1994: non la troverete sui social e predilige il disegno vecchia scuola, carta e matita. Le abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla meglio.

Come nasce Sangue nel Mare? 

Ero impaziente di cimentarmi con una storia tutta mia, ma non sapevo da dove cominciare, non trovando ispirazione per un'idea che mi facesse appassionare. Finché un giorno mi sono imbattuta in un'intervista di Jamie Hewlett e un suo consiglio, rivolto ai giovani artisti, mi rimase impresso: "Always draw, or design or create from the things that excite you, not what you think should be inspiring you". Così ho iniziato a pensare a cosa mi piacesse in termini di fumetti, libri, film e musica (per fare qualche esempio: La fabbrica delle vespe di Iain Banks, Il silenzio degli innocenti, Kveikur dei Sigur Ròs) ed è iniziata a formarsi un'idea, prima ancora di tutto il resto, un'impressione, dell'atmosfera che cercavo per il mio fumetto. Trovato un punto da cui partire, è poi stata solo una questione di lavorarci su giorno per giorno, e la storia ha preso forma.

Come hai conosciuto il Lucca Project Contest?  

Avendo frequentato la Scuola Internazionale di Comics e visitato i Lucca Comics per anni, il nome mi era ben noto, ma un po' perché non mi sentivo assolutamente pronta e un po' perché non avevo un progetto in cui credessi realmente, non avevo mai preso seriamente in considerazione l'idea di partecipare, tanto che quando Sangue nel mare fu pronto mi ero praticamente scordata del contest. Me ne sono ricordata all'ultimo momento e così ho scelto di partecipare (correndo in copisteria a stampare la presentazione da spedire, visto che ero appena in tempo per la scadenza!). 

I tuoi fumetti e illustratori preferiti: quali sono gli autori che più ti hanno influenzato?  

Tra i fumetti preferiti sicuramente Hellboy, non solo per lo stile grafico e la storia, ma anche e soprattutto, per il fantastico lavoro di storytelling e composizione di Mignola. Tra gli altri autori che ammiro molto, ci sono Jamie Hewlett (da Tank Girl ai Gorillaz), Mazzucchelli e Tonci Zonjic. Riguardo altri fumetti favoriti, la scelta è troppo ampia, quindi mi limito a un paio di scoperte recenti che ho molto apprezzato: Head Lopper di Andrew Maclean e Harrow County di Bunn e Crook.

I personaggi: la nascita dei protagonisti di Sangue nel Mare è ispirata da fatti o persone che esistono realmente? 

Teb si è formata subito nella mia mente, una volta abbozzata la storia. Anche graficamente, riprendendo un vecchio sketch e cercando di stilizzarla ulteriormente, si è praticamente disegnata da sola. San l'ho definito in seguito, cercavo un forte legame tra i due personaggi, che non fosse di tipo sentimentale, e la dinamica fratello/sorella mi è sembrata subito adatta alla storia che avevo in mente. Ho cercato di rendere i personaggi umani e veri, senza però ispirarmi a nessuno in particolare o, se l'ho fatto, è stato inconsciamente.

Il disegno: come realizzi le tue tavole?

Lavoro con le buon vecchie carta e matita, in formato A3. Parto sempre dai thumbnails, su cui ragiono con calma e che mi permettono di studiare velocemente la composizione delle varie vignette e da quelli, se lavoro da sola e non necessito quindi di fare degli storyboards comprensibili ad altri, passo direttamente alle matite della tavola. In genere rimango abbastanza fedele alle scelte prese lavorando ai thumbnails, anche se non è insolito, una volta che sono al lavoro sulla tavola, che apporti qualche modifica. Una volta completate le matite passo all' inchiostrazione, cercando di inchiostrare più elementi possibile a pennello, e finendo poi i particolari più piccoli con un pennino.

A questo link la preview digitale di Sangue nel mare!