Edizioni BD: Graveyard Kids, intervista all'autore Davide Minciaroni

Pubblicato il 2020-09-22

Il 23 settembre arriva in libreria, fumetteria e tutti gli store online l’esordio di Davide Minciaroni, Graveyard Kids, volume a metà tra shonen manga e fumetto underground. Rob si è appena iscritto presso la nuova scuola Cipollo II: dove farà la conoscenza di nuovi amici e compagni di studio. Non sa tuttavia che in questo istituto circola il sinistro Bill, il bullo, che con la sua temibile gang non dà mai pace alle piccole e indifese matricole che mettono piede nel complesso scolastico. Graveyard Kids, che contiene alcuni degli albi autoprodotti Doner Club, viene oggi proposto da Edizioni BD nel classico formato tankobon: una confezione atipica per un volume del progetto BD Next, che ancora una volta vuole sperimentare con generi, linguaggi e voci del nuovo fumetto italiano. 

Qui puoi acquistare la copia autografata con dedica e sketch! 

L’autore, Davide Minciaroni è nato nel 1994 e vive a Bologna, dove ha frequentato il corso di Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti. Nel 2015 è tra i fondatori del collettivo Doner Club. Nel 2017 inizia a pubblicare la prima versione autoprodotta di Graveyard Kids, in albetti fotocopiati su carta colorata. Nel 2018 vince, nella categoria Miglior serie dal tratto non realistico, il Premio Micheluzzi del Comicon. Gli abbiamo fatto qualche domanda sul suo libro in uscita.

Come nasce Graveyard Kids? 
Prima è venuta l'idea della storia: «"The Warriors" ma con i ragazzini delle medie». Successivamente ho pensato che impostare questa storia come uno shonen manga avrebbe potuto funzionare benissimo. Prima di tutto per esigenze narrative ma anche perché gli shonen sono, per me e tanti miei coetanei e non, indissolubilmente legati al ricordo di quel periodo delle nostre vite.

Raccontaci dell’epigrafe: All’ardente gioventù del Doner Club, che le vostre zanne rimangano affilate. 
Il Doner Club è il collettivo di fumettisti che io e alcuni colleghi abbiamo creato durante gli anni dell'accademia. Con loro ho pubblicato la prima versione autoprodotta di G.K. Questo è il nostro grido di caccia.

Lo stile l’influenza dello shonen sembra molto forte: quali sono i manga o gli autori che più ti hanno influenzato?
Per quanto riguarda la parte Manga ce ne sarebbero tantissimi, nel periodo in cui ho iniziato GK (fine 2016) avevo scoperto da poco Tezuka e Mizuki, ma anche Umezz e Go Nagai. A parte questo penso che in GK ci sia tantissimo Adventure Time (che significa anche fumetto underground americano degli ultimi anni, tipo Michael De Forge e co.) 

La nascita dei personaggi è ispirata da fatti o persone realmente esistiti? 
Io e B. abbiamo giurato che non avremmo mai parlato con nessuno di quello che è successo all'inizio della terza media e terrò fede al giuramento.

Che ci aspetta nei prossimi volumi?
Di tutto! Ho praticamente finito la sceneggiatura del secondo volume e onestamente a me piace da matti. Il bello di scrivere una serie è che ti dà lo spazio di sviluppare una storia poco per volta, di familiarizzare con i personaggi e vederli cambiare ed evolvere sotto i tuoi occhi, e sono il primo ad essere sorpreso ed affascinato da come si stanno sviluppando.Quello che - a breve - avete tra le mani è solo l'inizio!