Edizioni BD: SS Tata, intervista all'autore Walter Leoni.

Pubblicato il 2020-06-24

Dal 24 giugno in libreria, fumetteria e tutti gli store online la graphic novel d’esordio di Walter Leoni, irriverente penna di Fanpage.it.

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SS Tata è la storia di Klaus Von Truppen, un geniale scienziato del Terzo Reich ossessionato dall’idea di clonare Hitler. Vive nell’Italia di oggi dove, in effetti, un nazista è una presenza abbastanza moderata. Klaus dovrà tuttavia rivedere i suoi bizzarri progetti quando sua nipote le affida la bis-bis-nipotina di colore, una piccola e tenera fonte di caos che metterà a dura prova i suoi purissimi ideali e anche la sua indole aculea. Abbiamo rivolto qualche domande all’autore, Walter Leoni.

Come nasce SS Tata?
Nasce da una gag di sole due pagine basata su un gioco di parole. Stefano Bonfanti del duo di Edizioni Dentiblù ci ha visto qualcosa e mi ha dato alcuni spunti per ampliare l’idea: anche l’incontro con l’editore Marco Schiavone, Edizioni BD, è stato decisivo per la nascita della storia, non solo del libro in sé. Mi ha proposto  di trasformarla in un fumetto di almeno cento pagine. Man mano che ne parlavo, il numero di pagine cresceva, ho preferito così non parlarne più con nessuno [scherza], perché ho sempre pensato che i libri sono più belli da leggere… se riesci a sollevarli. 

Quanto c’è di vero nella prefazione a fumetti del tuo libro?
È tutto vero, tranne la storia del Coronavirus che si sa che è tutta una bufala inventata dai poteri forti. 

Ti sei ispirato a qualcuno di reale nella costruzione dei personaggi protagonisti del tuo libro?Parafrasando Karl Kraus, che non so chi sia, i personaggi di un fumetto non coincidono mai con la verità. O sono una mezza verità o sono una verità e mezzo. 

Il disegno: le tavole sono in parte in bianco e nero, in parte a colori. È una sorta di espediente narrativo attraverso il colore? Come ti è venuta l’idea?
Prima della nascita di mio figlio, il mio mondo aveva morbidi ed eleganti colori pastello, basse saturazioni, sfumature, tinte autunnali e colori per lo più scuri. Era fatto di legno, cartone, grafite, acciaio, vetro… Poi sono arrivati pupazzi, copertine, tutine, giocattoli, e il mio mondo è stato travolto da colori accesi, violenti, fluo ed efferati arcobaleni: è stato uno shock cromatico. Ed è quello shock che ho voluto riprodurre nel fumetto. Ho cercato di dare ad ogni tinta un significato ben preciso perché aiutasse la lettura della storia e ne chiarisse il senso.

Temi o hai temuto che SS Tata potesse essere frainteso?
Certo, ero consapevole del rischio. Ma l'alternativa sarebbe stata rimanere fermo (scelta che di solito prediligo) e non far nascere questa storia nella quale il paradosso è -oltretutto- lampante. Ho deciso però di non lasciarmi intimorire dalla possibilità di non essere capito. Del resto faccio satira, se non avessi voluto correre questi rischi, avrei fatto altro.

Che messaggio vorresti passasse attraverso la tua satira?
Credo che prima ancora di combattere lancia in resta gli stupidi e i cattivi, la prima regola per sconfiggere la stupidità e la cattiveria sia: non diventare stupidi e cattivi. Vorrei che col mio libro arrivasse questo messaggio

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Dello stesso genere già pubblicata da Edizioni BD per BD Next, progetto della casa editrice dedicato agli esordienti italiani, La vedova Bianca, dell’autrice di vignette satiriche Fran de Martino.