La Vedova Bianca, intervista all'autrice Fran

Pubblicato il 2019-12-10

Dal 20 novembre è in libreria e fumetteria La Vedova Bianca, graphic novel che racconta i retroscena di un reality show dedicato ai fumetti, espediente che Fran, autrice tra le altre cose delle vignette di Fanpage.it, utilizza per una riflessione su una società drogata di social e desiderio di visibilità. Ma come nasce questo fumetto? Abbiamo chiesto questo e altro all'autrice.

Come è nata la storia di La Vedova Bianca?

Gli eventi del fumetto ruotano intorno all’ambiguo personaggio della Fatina, che ho creato anni fa come mio alter ego: una sorta di “valvola di sfogo” un po’ truculenta… e molto poco politically correct. Le vignette che le ho dedicato sono sempre piaciute molto, così ho pensato di slegarla da me e darle un contesto in cui muoversi, rendendola protagonista di una sua storia.

Parlaci del titolo e della canzone degli Afterhours che l’ha ispirato.

Ascoltavo spesso “La Vedova Bianca” durante la stesura della sceneggiatura, ed è stato proprio questo pezzo che mi ha aiutato a capire dove volevo che la storia andasse a parare. La strofa citata nelle ultime tavole rappresenta un po’ il leit-motiv di tutto il libro: solitudine, incomunicabilità, incapacità di relazionarsi all’altro se non in modo tossico...

C’è un personaggio a cui sei più affezionata o che ti ha divertito di più creare tra quelli di La vedova Bianca? 

Sicuramente le due ragazze che rappresentano il concorrente-tipo del reality show, Calcutta e Smielania. Una passiva e indifferente, l’altra entusiasta e svampita: era fin troppo facile farle funzionare insieme nelle gag! 

I colori giocano un ruolo molto importante all’interno della tua graphic novel: ogni personaggio ha atmosfere e tonalità proprie. Ci parli di questa scelta? 

Se la trama presenta tonalità della dark comedy, le tavole sono in netto contrasto: tanti colori e accesi. La scelta non è casuale, come anticipato nella domanda, alcuni colori infatti sono ricorrenti: la fatina è sempre in questa zona grigia, che è il mondo della narrazione parallela in cui si muove e nel quale spicca con il suo rosa. La Presidenta è blu, l’autore della fatina è giallo (e lo sono anche altre parti, anche qui la scelta non è casuale ndr), mentre gli assistenti sono verdi. Cambiano i personaggi e cambiano i colori, come i punti di vista: volevo raccontare la vicenda attraverso attraverso diverse prospettive.

Che messaggio vuoi che trasmetta questo libro?

Non parlerei di messaggio vero e proprio: più che altro il mio intento era far cadere il velo rispetto ad un certo modo di percepire il mondo, sempre filtrato attraverso i media e spesso del tutto falsato dai social.
A fronte di uno storytelling dove siamo sempre tutti sul pezzo, tutti performanti, tutti vincenti, la realtà racconta una cosa molto diversa: spesso, l’esatto contrario.