Intervista a Giada Tonello, vincitrice del Lucca Project Contest 2017!

Pubblicato il 2018-02-07

L’edizione 2017 del Premio Giovanni Martinelli l’ha vinta lei, Giada Tonello con il suo Terre e Giganti Invisibili. In quest’intervista ci racconta di lei, di come ha iniziato a disegnare e del suo libro. Eccola!

Giada Tonello 1

Raccontaci un po’ di te. Quando hai iniziato a disegnare? 
Una mia professoressa delle superiori mi definiva “il quadrato” e in qualche modo è l’immagine che riesce meglio a descrivermi: sono una combinazione di eccentricità e regole che in qualche modo funziona. Il mio particolare carattere mi ha permesso di adattarmi alle situazioni traducendo tutte le mie inclinazioni artistiche in qualcosa di molto concreto e preciso. Disegnare ad esempio è la mia ossessione, ma è regolata da uno studio assiduo e ben organizzato! Penso che questa ossessione sia nata assieme a me, da piccolissima avevo sempre una predilezione per i pennarelli e i fogli di carta.

Come ti sei avvicinata al mondo dei fumetti?
Il linguaggio del fumetto mi ha sempre affascinato: raccontare storie per immagini è il modo più diretto che io conosca per esprimere un concetto.
Ho iniziato come autodidatta ovviamente, comprando in modo scriteriato fumetti di ogni sorta, qualunque cosa attirasse la mia attenzione: dai lavori di Ortolani a Mattotti, o Mazzucchelli, Magnus, Igort e tanti altri. Ho scelto, successivamente, di frequentare un’Accademia di Belle Arti dall’impianto tradizionale che mi permettesse di studiare “arte” in modo trasversale.

Giada Tonello 2

Raccontaci Terre e Giganti Invisibili. Come ti è venuta l’idea? C’è stata qualche ispirazione particolare?
Terre e Giganti Invisibili è una storia che il mio cervello definisce “senza radici”, è quasi una storia senza storia che si alimenta di se stessa mentre prosegue. Anche il protagonista è costretto a inventarsi e cambiarsi a seconda di quello che scopre su di sé
. Per costruire questo racconto mi sono basata sul principio di “raccontare ciò che si conosce”, cercando di tirare fuori dalla mia memoria un evento o una sensazione particolare che agisse come una scintilla. Nei miei spostamenti da pendolare, ho cominciato ad appuntarmi le idee che mi passavano per la mente. Un giorno cominciai a riflettere su “come respirassero le persone”, non nel senso più tecnico del termine: mi immaginavo una massa d’aria luminosa che all’esterno non avesse alcun significato, mentre all’interno, nei polmoni, avesse la capacità di rendere libera una persona. Quando è successo ricordo di aver pensato di voler assolutamente rappresentare questa sensazione. La metafora del gigante invisibile è venuta in mio soccorso solo successivamente, quando la sensazione ha cominciato a prendere la forma di una storia.

Giada Tonello 3

Perché hai scelto di utilizzare solo penna e pennarello nero e tempera bianca?
L’immagine in bianco e nero (e più in generale il monocromo) per me è la massima espressione di quello che riesco ad immaginare. Le figure che ritagliano il proprio spazio nella pagina solo grazie all’aiuto di ombre, luce e segno, accrescono la possibilità di essere interpretate, come nei sogni.


Perché hai scelto la figura del gigante?
Il gigante è nato con la storia. Quando le riflessioni sul respiro sono diventate più complesse, mi hanno fatto subito pensare alla differenza tra quello che vediamo fuori e dentro di noi. Essere costretti dentro delle forme di persone, quando forse ci sentiamo tutt’altro, non ci permette di vedere forse più in là di quanto potremmo e agli altri non permette di conoscerci davvero. Mi serviva un protagonista che trasmettesse questo, che gridasse silenziosamente “io sono più di così”, un essere gigantesco con un rapporto contrastato con la sua forma di montagna.

Giada Tonello 4

Cosa simboleggia?
Il gigante si sveglia dal suo sonno con la stessa consapevolezza di un bambino che nasce: è la figura che meglio rappresenta il gigante invisibile che vive dentro di noi e che una volta scoperto non sa come muoversi nel mondo, con la sola differenza che a lui viene data una possibilità che forse vorremmo tutti: quella di vivere al di fuori dei preconcetti e della forma fittizia che abitiamo.


Quando hai deciso di partecipare al Lucca Project Contest?
Ho deciso di partecipare all’ultimo momento. Ero talmente impegnata con gli esami e la tesi che non mi ero organizzata per fare nient’altro! Avevo pronte sei tavole di un racconto e un plico di fogli scarabocchiati per sostenere l’esame di fumetto, quando una mia amica mi chiamò chiedendomi se avessi letto il bando del Lucca Project Contest. Sono caduta dalle nuvole.

Cercai il bando e scoprii che sarebbe scaduto di lì a due giorni. Lessi l’elenco del materiale da spedire e scoprii con mia sorpresa di avere tutto: compreso il numero minimo di tavole (sei) per partecipare. Mi sembrò una coincidenza troppo fortunata per essere sprecata e mi applicai immediatamente per rendere questa cosa possibile. Non dormii quasi, mi feci aiutare dai miei genitori e da mia sorella per verificare le descrizioni del progetto e che i disegni fossero stati stampati bene. Speravo davvero che il mio racconto avesse una possibilità. Poi incartai e spedii tutto il prima possibile.

Potrete leggere Terre e Giganti Invisibili a novembre, quando uscirà in occasione di Lucca Comics & Games 2018. Nel frattempo, continuate a seguirci per sapere di più su Giada e il suo libro.