Il nuovo romanzo di Matthew Sharpe: Jamestown

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Dopo aver scalato le classifiche italiane e internazionali dei libri più venduti con il successo internazionale Gli Schwartz (The Sleeping Father), Matthew Sharpe ritorna in Italia con Jamestown.

Un’opera ambiziosa che rivisita, in chiave post apocalittica, la nascita del primo insediamento inglese nel Nuovo Mondo, proiettando il rapporto tra coloni e pellerossa in quello, altrettanto conflittuale, tra l’America dei nostri giorni e il resto del mondo, con la sua prosa ricca di commistioni, dal teatro elisabettiano alla più becera cultura pop.

«Credo che Jamestown sia il mio libro più difficile e ambizioso» dichiara Sharpe che dopo il successo internazionale degli Schwartz, tradotto e pubblicato dalle più grandi case editrici mondiali, ha scelto per il suo Jamestown di uscire negli USA con l’indipendente Soft Skull Press, e in Italia con una casa editrice giovane e agguerrita come Edizioni BD.

Attraverso la rilettura della storia di Jamestown, una delle fondamenta della storia degli Stati Uniti d’America, Sharpe analizza in modo feroce, e con un linguaggio inventivo e pirotecnico, la difficoltà della sua America di rapportarsi con culture diverse; il risultato pare un visionario meshup di Pocahontas, Avatar di James Cameron e della Strada di Cormac McCarthy.